INTELLIGENZA ARTIFICIALE, L’ITALIA INTRODUCE NUOVE REGOLE: CONTROLLI PIÙ SEVERI, SANZIONI E FORMAZIONE PER I PROFESSIONISTI

Con il D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre, l’Italia rafforza il quadro normativo sull’intelligenza artificiale, adeguandolo al regolamento europeo AI Act. Nuovi poteri di vigilanza, sanzioni fino a 35 milioni di euro e formazione sull’IA per i professionisti.

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre 2026, il decreto legislativo n. 179 del 7 ottobre 2026 segna un ulteriore passo nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di conciliare innovazione tecnologica, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.

Il provvedimento rafforza il sistema nazionale di controllo, attribuendo all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) le funzioni di autorità di notifica degli organismi di valutazione della conformità e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) i principali compiti di vigilanza sui sistemi di IA. Specifiche competenze sono inoltre riconosciute a Banca d’Italia, Consob, IVASS e Garante della Privacy.

Particolarmente rilevante il sistema sanzionatorio: le violazioni più gravi, relative alle pratiche vietate dal regolamento europeo, potranno comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo, mentre per altre inosservanze sono previste sanzioni differenziate in funzione della gravità.

Importanti novità riguardano anche il mondo professionale. Gli Ordini dovranno adeguare entro sei mesi i propri regolamenti formativi, introducendo percorsi dedicati all’intelligenza artificiale, con particolare attenzione agli aspetti tecnici, giuridici e deontologici. Il decreto prevede inoltre la possibilità di modulare l’equo compenso professionale in relazione all’impiego di sistemi di IA, secondo parametri che dovranno essere definiti entro dodici mesi.

Centrale rimane il principio della responsabilità umana. Nei rapporti di lavoro, le decisioni finali su assunzioni, valutazioni e licenziamenti non potranno essere affidate esclusivamente agli algoritmi, ma dovranno restare sotto l’effettivo controllo di una persona fisica. L’impiego dell’IA che incide sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza dovrà inoltre essere considerato nella valutazione dei rischi aziendali.

Il decreto promuove infine la diffusione dell’intelligenza artificiale nella scuola, nelle università e nella pubblica amministrazione, prevedendo percorsi formativi e uno spazio nazionale di sperimentazione destinato a sostenere l’innovazione, anche a favore delle piccole e medie imprese.

Il messaggio del legislatore è chiaro: l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità di sviluppo, ma il suo utilizzo deve accompagnarsi a competenze adeguate, controlli efficaci e responsabilità chiaramente individuate. Una trasformazione che coinvolgerà direttamente anche gli studi professionali e le società di ingegneria, chiamati a integrare le nuove tecnologie senza rinunciare alla qualità e alla responsabilità delle prestazioni.

Riferimento normativo: D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 – G.U. n. 234 dell’8 ottobre 2026.