Pescara, 29 gennaio 2015 | RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO E NUOVA QUALITÀ URBANA.

Si è svolto oggi a Pescara, presso l’aula Federico Caffè dell’Università G.D’Annunzio, un importante evento sul tema della riduzione del consumo del suolo organizzato dal Dipartimento di Architettura Pescara 02. Il 2015 è stato dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale dei Suoli” per sensibilizzare e promuovere un uso sostenibile di questa risorsa che prima si pensava illimitata, ma che ora diventa a rischio per il futuro stesso del pianeta. Lo stesso tema dell’Expo 2015 di Milano: NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA, riporta l’attenzione sul tema dell’alimentazione e la nutrizione.

 Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Prof. Paolo Fusero, i lavori sono stati coordinati da Prof. Roberto Mascarucci che nella sua relazione introduttiva, dopo aver richiamato i vari disegni di legge presentati al Parlamento (Del Rio, Puppato, ecc.) ha così continuato: “Il tema del consumo del suolo, dalle iniziali istanze connesse all’agricoltura e all’ecologia, è diventato un argomento centrale per la sostenibilità dell’insediamento urbano. L’originario approccio finalizzato a limitare il processo di impermeabilizzazione del suolo si è evoluto verso una più generale presa in carico delle questioni del costo ambientale e funzionale di uno sprawl urbanistico incondizionato. Oggi il tema della riduzione del consumo del suolo si declina alla scala urbanistica e territoriale mettendo in discussione il modello stesso di insediamento urbanistico del nostro Paese. E ciò chiama in causa il processo di ripensamento della città esistente, sia sotto il profilo teorico che sotto l’aspetto pratico della sua concreta riprogettazione in chiave sostenibile, attraverso processi di rigenerazione urbana che siano capaci di aumentare la qualità urbanistica e la performance ambientale degli insediamenti”.

 E’ stata poi la volta di Mario Mazzocca, Assessore all’Ambiente della Regione Abruzzo, che ha evidenziato l’attenzione al tema da parte della Giunta Regionale che, con deliberazione 798/c del 5 dicembre 2014, ha approvato il disegno di legge recante: “Principi generali per il contenimento del consumo del suolo”. Successivamente ci sono state le relazioni di Patrizia Gabellini del Politecnico di Milano e Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna, che ha sottolineato come la trasformazione dei terreni vergini rappresenti una perdita notevole dei valori paesaggistici;  Enrico Grifoni Dirigente della Regione Puglia (in sostituzione dell’Assessore Angela Barbanente) ha parlato della rigenerazione urbana in Puglia sostenuta da una legge regionale del 2008 e da cinque progetti strategici regionali. Infine  Luisa Calimani ha parlato del disegno di legge presentato al Senato da Laura Puppato e Anna Finochiaro. Tutti hanno ribadito la necessità di sospendere a vario titolo l’edificazione sul suolo agricolo favorendo la riqualificazione della città costruita.

 La sessione mattutina si è conclusa con un dibattito dove sono intervenuti Lucio Zazzara, Angelo Radica (Sindaco di Tollo), Cristina Forlani e Piero Rovigatti.

 La sessione pomeridiana è stata aperta da Andrea Arcidiacono del CRCS (Centro di Ricerca sul Consumo del Suolo) che ha fornito importanti dati e ha posto l’attenzione sulla necessità di aumentare gli oneri di urbanizzazione sulle aree esterne, in maniera tale da incentivare il riuso e la rigenerazione urbana. Nella tavola rotonda si sono poi succeduti Paola Viviani dell’INU, Piero Cruciani dell’ANCE e Stefano Lenzi del WWF. A conclusione Piero Properzi, dell’INU Abruzzo Molise, ha mostrato tutte le sue perplessità su un ddl che è più una legge-manifesto (una sorta di centralismo pseudo-intellettuale) che uno strumento capace di incidere concretamente sui processi di trasformazione in atto; le stesse campagne sono diventate troppo spesso degli insediamenti post-urbani che ne hanno profondamente modificato il ruolo.

Si è poi aperto un dibattito con alcuni interessanti interventi, tra cui quelli di Aldo Cilli e Marcello Borrone.

Le conclusioni sono state di Roberto Mascarucci che, nel rilevare le diverse posizioni e i diversi approcci, ha detto che la qualità non si ottiene per decreti! Per avere qualità è necessario avere chiaro qual è il modello di sviluppo del proprio territorio, quali sono i progetti e quali i modelli organizzativi. In sintesi il territorio non si regolamenta con singole azioni di settore, ma bisogna governare la complessità dei processi che la caratterizzano. In sintesi occorre dare risposte concrete alla domanda generale di governo del territorio attraverso nuove leggi. Per la Regione Abruzzo è necessario la riformulazione della nuova legge urbanistica regionale. Infine, ha ribadito che il Dipartimento di Architettura, con un ciclo di conferenze dedicato al tema, vuole fare da di stimolo al dibattito e portare un contributo significativo alla trasformazione qualitativa del territorio abruzzese.

 Eventi come questo rafforzano il rapporto dell’Università con la realtà territoriale abruzzese; un contributo concreto per il futuro sviluppo della nostra regione, per la formazione di un pensiero condiviso su quello che potrà essere il nuovo modello di sviluppo per l’Abruzzo delle future generazioni.

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